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Per i contratti di locazione a canone calmierato l’aumento dell’imposta Imu può raggiungere una quota superiore fino al 324%

“La manovra pone una grave ipoteca sul mercato delle locazioni, avendo eliminato la riduzione a metà dell’aliquota ordinaria dell’Imu per gli immobili locati prevista nel provvedimento sul federalismo”

È quanto viene denunciato da Confedilizia,  in un’audizione in Parlamento sulla Manovra Salva Italia proposta dal governo Monti, presentando le sue proiezioni sugli effetti dell’entrata in vigore dell’imposta sugli immobili Imu.

11 miliardi di euro grazie all’Imu

Secondo i dati forniti da Confedilizia, l’anticipazione al 2012 dell’Imu produrrà un gettito fiscale di  ben 11 miliardi di euro. E’ una stima calcolata per difetto poiché i Comuni hanno la facoltà di variare in aumento o in diminuzione, sia l’aliquota ordinaria fino al 10,6 per mille, che quella relativa all’abitazione principale fino al 6 per mille.

Il carico fiscali dei proprietari aumenterà fino ad un 324%

L’Imu risulta notevolmente aggravata rispetto al regime Ici, in ogni fattispecie e in modo particolare per i contratti a canone calmierato.

Ipotizzando il caso di un immobile abitativo locato con un contratto a canone libero, attualmente soggetto ad un’aliquota Ici del 6,5 per mille, l’applicazione della nuova Imu nella misura base del 7,6 per mille comporterà un aggravio di imposta per il locatore – considerato l’aumento del 60% della base imponibile – pari all’87%; nel caso in cui il Comune interessato porterà l’aliquota a livello massimo consentito dalla futura legge (10,6 per mille), si arriverà ad un +161%.

Nel caso di un immobile abitativo dato in affitto con un contratto a canone calmierato, attualmente soggetto ad un’aliquota Ici del 4 per mille, l’applicazione della nuova Imu nella misura base del 7,6 per mille comporterà un aggravio di imposta per il locatore – considerato l’aumento del 60% della base imponibile – pari al 204%; se poi il Comune interessato porterà l’aliquota al livello massimo consentito (10,6 per mille), l’aumento di imposta sarà pari al 324%. E l’aumento raggiungerà naturalmente livelli ancora più elevati nei casi in cui l’aliquota Ici attualmente prevista sia inferiore al 4 per mille.

Secondo Confedilizia, questi pesantissimi aumenti creeranno gravi tensioni e anche contenziosi nel settore  in seguito della scadenza dei singoli contratti calmierati, che i locatori non saranno più in grado di rinnovare, mentre sulla partita in nulla può incidere il blocco degli sfratti, comunque in scadenza.

Ecco cosa propone Confedilizia

La proposta di Confedilizia prevede il ripristino della norma originaria sull’Imu del decreto legislativo n. 23/2011, prevedendo il dimezzamento dell’aliquota ordinaria per gli immobili locati, che costituiscono circa il 9% del totale degli immobili. Nel caso in cui questa proposta venisse approvata, la perdita di gettito stimata ammonterebbe a 900 milioni di euro, di cui il 50% di spettanza per lo Stato e l’altro 50% di spettanza dei Comuni. Se il dimezzamento dell’aliquota ordinaria venisse mantenuto solo per i contratti a canone calmierato, Confedilizia stima una perdita di gettito pari a 230 milioni di euro, al 50% tra Stato e Comuni.

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Risposte di Confedilizia sui temi e problemi attuali nel tema Affitti e condomini

Questo articola riporta le spiegazioni del Confedilizia riguardo alcuni temi del settore Affitto e Condominio

  • Alienazione di un bene condominiale
  • Diniego di rinnovo alla prima scadenza e avviamento commerciale
  • Regolamento di condominio e modifica di una clausola

 ALIENAZIONE DI UN BENE CONDOMINIALE

In un condominio l’assemblea ha deliberato, a maggioranza, la vendita di un locale comune inutilizzato. Si domanda se tale delibera sia legittima.

No. Per deliberare validamente l’alienazione di un bene comune occorre il consenso della totalità dei condòmini. Lo stabilisce espressamente l’art. 1108 c.c., dettato in tema di comunione ma applicabile anche alla materia condominiale in virtù dell’espresso rinvio operato dall’art. 1139 c.c. (cfr. Cass. sent. n. 2585 del 25.3.’88, e Corte di Appello di Milano, sent. n. 1032 del 20.6.’89).

DINIEGO DI RINNOVO ALLA PRIMA SCADENZA E AVVIAMENTO COMMERCIALE

In caso di diniego di rinnovo alla prima scadenza contrattuale di una locazione commerciale, il conduttore ha diritto di ricevere l’indennità di avviamento commerciale?

Essendo il rapporto cessato per iniziativa del locatore, la risposta è necessariamente affermativa (in tal senso, cfr. Cass. sent. n. 15590 del 12.7.’07). Naturalmente, perché maturi il diritto di cui trattasi, l’attività esercitata nell’immobile locato deve comportare contatti diretti con il pubblico degli utenti e dei consumatori.

REGOLAMENTO DI CONDOMINIO E MODIFICA DI UNA CLAUSOLA

L’assemblea condominiale può modificare, a maggioranza, una clausola contenuta in un regolamento contrattuale?

Secondo la giurisprudenza più recente la risposta al quesito è affermativa a condizione, però, che si tratti di una clausola che disciplini l’uso delle cose comuni e purché la relativa delibera sia assunta con la maggioranza, tanto in prima quanto in seconda convocazione, di cui all’art. 1136, secondo comma, c.c.. Diversamente, ove si tratti di una clausola che limiti i diritti dei condòmini sulle proprietà esclusive o condominiali oppure che attribuisca ad alcuni condòmini maggiori diritti rispetto ad altri, occorrerà il consenso unanime dei partecipanti alla comunione (cfr., ex multis, Cass. sent. n. 5626 del 18.4.’02).

L’articolo è tratto da attico

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Debutto della cedolare secca sugli affitti

In seguito a tante polemiche, accuse e diatribe la cedolare secca affitto debutta da oggi 7 aprile 2011. L’Agenzia delle Entrate ha emanato un comunicato stampa che specifica la tempistica entro la quale esercitare l’opzione (6 giugno) e che la scelta dovrà essere fatta on-line sulla piattaforma che l’agenzia stessa metterà a disposizione. Con le due aliquote della cedolare secca, 21% per il canone libero e 19% per quello concordato, si potrà usufruire della tassazione con queste aliquote che sostituiranno la tassazione Irpef le addizionali, l’imposta di registro e il bollo. Tuttavia non si potrà modificare il prezzo durante la durata del contratto per il quale si decide di usufruire della tassazione agevolata.

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Brutte notizie per chi vive in affitto e sperava di entrare  nelle graduatorie per l’assegnazione del bonus affitti.

In base alla nuova versione della cedolare degli affitti purtroppo  il fondo previsto per il sostegno delle famiglie con figli che vivono in affitto è saltato nella proposta di rettifica al decreto di attuazione del federalismo riguardante i comuni.

Al posto dell’ agevolazione sugli affitti arriva il blocco degli affitti ( per l’ intera durata dell’ opzione) per gli inquilini del titolare dell’ immobile che decide di versare le tasse con la cedolare secca,vediamo il funzionamento di tale norma.

Se il locatore opterà per l’applicazione della cedolare secca, sarà sospesa (per il lasso di tempo corrispondente alla durata dell’ opzione) la facoltà del proprietario di richiedere l’aggiornamento del canone d’affitto ( anche se  previsto dal contratto di locazione).

Per tutelare maggiormente l’inquilino è stato disposto che la cedolare non avrà effetto se di essa il locatore non avrà dato comunicazione preventiva al conduttore attraverso una lettera raccomandata(con la suddetta lettera egli rinuncerà a richiedere l’aggiornamento del canone d’affitto a qualsiasi titolo).

La nuova aliquota sarà fissata attorno al 21% sui canoni “liberi” e al 19% sui canoni cosidetti “concordati”, variazioni significative che tuttavia appaiono come un contentino per tutte quelle famiglie del belpaese che riponevano tante speranze sul bonus affitti.

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L’affitto in nero è una di quelle tante piaghe che affliggono il nostro Paese.Da tempo si parla tanto di rimedi per avere gli affitti con contratto in regola. Ora sembra che, oltre le parole, si passi ai fatti.

Gira nel web la notizia delle ultime indiscrezioni sulle disposizioni sul federalismo fiscale di questi giorni. Potrebbe comprendere il fatto che gli inquilini possano addirittura divenire dei controllori fiscali. Avrebbero, sembra, tutto da guadagnarci, dato che potrebbero pagare solo un quinto dell’affitto. Con le ultime norme del governo sulla tassazione dei canoni di locazione e l’introduzione della cedolare secca al 20% gli affitti in nero diventano molto più pericolosi che in passato.

Come sarà la procedura di denuncia dell’affitto in nero

Se il fisco scopre, durante i controlli, l’affitto in nero applicherà per prima cosa una multa, che può arrivare anche al 400% della cedolare secca che il proprietario dovrebbe pagare sulla locazione. Automaticamente scatterà un contratto d’affitto di quattro anni, a partire del giorno in cui è avvenuto l’accertamento tributario. Il canone passerà quindi da un somma compresa tra la metà e un quinto rispetto ai livelli di mercato. Usando i parametri del fisco, il canone di mercato si calcola moltiplicando per otto la rendita catastale.Il contratto d’affitto durerà 4 anni, rinnovabile per altri 4, e se l’inquilino vorrà potrà disdirlo con un preavviso di sei mesi.

Se da un lato le disposizioni del governo hanno “allettato” i proprietari con la cedolare secca, che in teoria li beneficia, dall’altro ha pensato che è meglio minacciarli, per essere sicuri che almeno questa volta paghino tutte le tasse sugli affitti. L’inquilino diverrà infine il controllore per annullare, si preannuncia, il nero delle abitazioni in affitto.

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Il mercato degli affitti si presenta ostico per molti aspetti, avere una conoscenza delle leggi e dei nuovi provvedimenti in materia può aiutarvi ad avere maggiore serenità finanziaria e ad affrontare al meglio il mercato degli affitti in Italia.

Informazioni riguardo nuovi emendamenti e dritte giuridiche possono esservi utili specialmente se vivete in città come Milano, Napoli, Roma dove è difficile strappare un affitto a prezzi decenti, poter disporre di un contributo da parte dello stato può essere un vero toccasana per le vostre finanze.

In questi giorni il testo sul cosidetto “federalismo fiscale” è stato respinto per subire delle modifiche, nel mentre arriva una proposta clamorosa sulla “cedolare secca“.

Si parla dell’abbassamento dell’ aliquota al 20% per i fitti a canone libero e al 15% per gli affitti a canone concordato, la proposta originaria del ministro Calderoli era originariamente del 23 % si tratta dell’abbassamento delle aliquote al 20% per gli affitti a canone libero e al 15% per il canone concordato. la proposta del ministro Calderoli era invece, rispettivamente del 23% per gli affitti a canone libero  e del 20% per quelli a canone concordato.

La proposta prevede anche l’introduzione per le famiglie che vivono in affitto, dai 500 euro del prossimo anno fino ad arrivare a  2,500 euro nel 2015.

Questa misura straordinaria dovrebbe essere finanziata con un taglio straordinario di quasi 3 miliardi di euro ai consumi intermi della P.A. , la proposta passerà ora al governo ma senza i voti del Pd e del “Terzo Polo” sarà difficile l’approvazione di tale normativa.

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Il decreto sul federalismo fiscale sotto esame in questi giorni alla commissione bicamerale dovrebbe apportare importanti cambiamenti nel mercato immobiliare italiano specialmente nel mondo degli affitti, rivoluzionando anche la fiscalità dei comuni.

Le famiglie dovrebbero ricevere un Bonus affitto, gli affitti cosidetti “a canone libero” dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) subire una tassazione del 23% ed il 3% di tale gettito sarà destinato a un fondo a favore delle famiglie locatarie con figli a carico.

Per quello che riguarda Tarsu ed Irepf comunale invece è previsto un riordino delle imposte comunali, la tassa rifiuti sarà calcolata in base al numero dei componenti del nucleo familiare, una tassazione sicuramente più equa rispetto alla precedente che avveniva in base ai metri quadri dell’appartamento.

Per saperne di più sulle agevolazioni e detrazioni sui canoni d’affitto

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Sarebbe dovuta passare con il 2011 la nuova tassazione sugli affitti per i proprietari di casa che speravano nella cedolare secca del 20%. I recenti dissidi nella maggioranza hanno fatto però slittare l’approvazione del decreto dello scorso 4 agosto. Al momento quindi la tassazione rimane quella vecchia (all’ 85% della quota di affitto riscossa si applica l’aliquota della fascia di reddito appartenente).
Si sta pensando ad un innalzamento della cedolare secca con una percentuale del 22-23% per i contratti liberi e del 20% per quelli a canone concordato. Il decreto del consigli dei ministri dovrà quindi passare attraverso le due camere per una definitiva approvazione nel corso della prima parte dell’ anno, elezioni anticipate permettendo.
Intanto la Cgia ha fatto i conti in tasca ai proprietari di case che con l’introduzione della cedolare secca sugli affitti risparmierebbero 1 miliardo di euro di tasse. Il vantaggio fiscale riguarderebbe soprattutto le persone fisiche con un livello di reddito superiore ai 29.000 euro l’anno. Da questa soglia di reddito in su, lo sgravio fiscale medio oscillerà tra i 740 euro, sino a toccare i 2.172 euro per un locatore con un reddito complessivo superiore ai 75mila euro.

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