Affitto case ed appartamenti
Affitto Appartamenti

Argomenti

Annunci

Il rilancio della cedolare secca è conseguenza dell’aumento delle tasse ordinarie. Se la riforma passerà e lo sconto forfettario dell’Irpef si ridurrà dall0 15% al 5%, la cedolare guadegnerà finalmente un po’ di popolarità per chi è proprietario di immobili in affitto.

Chi da in locazione una casa, oggi, con un contratto libero 4+4 paga l’Irpef sull’85% del canone pattuito e non sul totale perchè la riduzione tiene conto delle spese sostenute per la manutenzione dell’immobile.

Al contrario, chi sceglie la cedolare paga il 21% sul 100% del canone. Non dovrà però pagare l’imposta di registro, il bollo e le addizionali comunali e regionali all’Irpef, ma deve rinunciare ad aggiornare il canone all’indice Istat: il che vuol dire, alla rilevazione di marzo, quindi 3,2 punti percentuali su base annua.

La cedolare dunque risulta conveniente solo dal terzo scaglione Irpef, cioè per redditi superiori ai 28.000 euro annui.

Calcolo affitto e cedolare

Dal 2013 possibilità di cambiamento

Se non saranno trovate altre fonti di finanziamento per la riforma del lavoro, i proprietari di case affittate dovranno rifare i calcoli. Ad esempio, con la riduzione dell’abbattimento forfettario, su un canone annuo di 6mila euro si pagheranno da 151 a 271 euro in più, ipotizzando addizionali locali medio-alte. E questo abbasserà l’asticella del reddito a partire dal quale scatta la convenienza per la tassa piatta. Il discorso interessa soprattutto i contribuenti con i redditi più bassi, ma non si tratta certo di una platea ristretta.

In questo scenario si innesta l’Imu, che costerà ai proprietari dal 70 al 150% in più rispetto all’Ici versata nel 2011.  Dopotutto, è il ragionamento, se si deve pagare sul 95% del canone, tanto vale essere tassati sul 100% e poter scalare dal reddito gli investimenti effettivamente sostenuti per la riqualificazione dell’immobile.

Gli affitti a canone concordato, invece, meritano un discorso a parte. In questo caso, il reddito ai fini Irpef, già ridotto del 15%, è ulteriormente scontato del 30%, arrivando di fatto a tassare il 59,5% del canone se l’immobile si trova in uno dei Comuni ad alta tensione abitativa (praticamente le città e l’hinterland). Con la riduzione dell’abbattimento forfettario, verrebbe tassato il 66,5% dell’affitto, e anche in questo caso crescerebbe la convenienza della cedolare, che su questi contratti è al 19 per cento.

A conti fatti, gli affitti calmierati finiranno presto fuori mercato, e se i proprietari sceglieranno di mantenerli sarà solo per non perdere un buon inquilino, non certo per convenienza. Ma questo non accadrà per colpa dell’Irpef, né della cedolare.

none

Per i contratti di locazione a canone calmierato l’aumento dell’imposta Imu può raggiungere una quota superiore fino al 324%

“La manovra pone una grave ipoteca sul mercato delle locazioni, avendo eliminato la riduzione a metà dell’aliquota ordinaria dell’Imu per gli immobili locati prevista nel provvedimento sul federalismo”

È quanto viene denunciato da Confedilizia,  in un’audizione in Parlamento sulla Manovra Salva Italia proposta dal governo Monti, presentando le sue proiezioni sugli effetti dell’entrata in vigore dell’imposta sugli immobili Imu.

11 miliardi di euro grazie all’Imu

Secondo i dati forniti da Confedilizia, l’anticipazione al 2012 dell’Imu produrrà un gettito fiscale di  ben 11 miliardi di euro. E’ una stima calcolata per difetto poiché i Comuni hanno la facoltà di variare in aumento o in diminuzione, sia l’aliquota ordinaria fino al 10,6 per mille, che quella relativa all’abitazione principale fino al 6 per mille.

Il carico fiscali dei proprietari aumenterà fino ad un 324%

L’Imu risulta notevolmente aggravata rispetto al regime Ici, in ogni fattispecie e in modo particolare per i contratti a canone calmierato.

Ipotizzando il caso di un immobile abitativo locato con un contratto a canone libero, attualmente soggetto ad un’aliquota Ici del 6,5 per mille, l’applicazione della nuova Imu nella misura base del 7,6 per mille comporterà un aggravio di imposta per il locatore – considerato l’aumento del 60% della base imponibile – pari all’87%; nel caso in cui il Comune interessato porterà l’aliquota a livello massimo consentito dalla futura legge (10,6 per mille), si arriverà ad un +161%.

Nel caso di un immobile abitativo dato in affitto con un contratto a canone calmierato, attualmente soggetto ad un’aliquota Ici del 4 per mille, l’applicazione della nuova Imu nella misura base del 7,6 per mille comporterà un aggravio di imposta per il locatore – considerato l’aumento del 60% della base imponibile – pari al 204%; se poi il Comune interessato porterà l’aliquota al livello massimo consentito (10,6 per mille), l’aumento di imposta sarà pari al 324%. E l’aumento raggiungerà naturalmente livelli ancora più elevati nei casi in cui l’aliquota Ici attualmente prevista sia inferiore al 4 per mille.

Secondo Confedilizia, questi pesantissimi aumenti creeranno gravi tensioni e anche contenziosi nel settore  in seguito della scadenza dei singoli contratti calmierati, che i locatori non saranno più in grado di rinnovare, mentre sulla partita in nulla può incidere il blocco degli sfratti, comunque in scadenza.

Ecco cosa propone Confedilizia

La proposta di Confedilizia prevede il ripristino della norma originaria sull’Imu del decreto legislativo n. 23/2011, prevedendo il dimezzamento dell’aliquota ordinaria per gli immobili locati, che costituiscono circa il 9% del totale degli immobili. Nel caso in cui questa proposta venisse approvata, la perdita di gettito stimata ammonterebbe a 900 milioni di euro, di cui il 50% di spettanza per lo Stato e l’altro 50% di spettanza dei Comuni. Se il dimezzamento dell’aliquota ordinaria venisse mantenuto solo per i contratti a canone calmierato, Confedilizia stima una perdita di gettito pari a 230 milioni di euro, al 50% tra Stato e Comuni.

fonte

2 com

Debutto della cedolare secca sugli affitti

In seguito a tante polemiche, accuse e diatribe la cedolare secca affitto debutta da oggi 7 aprile 2011. L’Agenzia delle Entrate ha emanato un comunicato stampa che specifica la tempistica entro la quale esercitare l’opzione (6 giugno) e che la scelta dovrà essere fatta on-line sulla piattaforma che l’agenzia stessa metterà a disposizione. Con le due aliquote della cedolare secca, 21% per il canone libero e 19% per quello concordato, si potrà usufruire della tassazione con queste aliquote che sostituiranno la tassazione Irpef le addizionali, l’imposta di registro e il bollo. Tuttavia non si potrà modificare il prezzo durante la durata del contratto per il quale si decide di usufruire della tassazione agevolata.

one

Brutte notizie per chi vive in affitto e sperava di entrare  nelle graduatorie per l’assegnazione del bonus affitti.

In base alla nuova versione della cedolare degli affitti purtroppo  il fondo previsto per il sostegno delle famiglie con figli che vivono in affitto è saltato nella proposta di rettifica al decreto di attuazione del federalismo riguardante i comuni.

Al posto dell’ agevolazione sugli affitti arriva il blocco degli affitti ( per l’ intera durata dell’ opzione) per gli inquilini del titolare dell’ immobile che decide di versare le tasse con la cedolare secca,vediamo il funzionamento di tale norma.

Se il locatore opterà per l’applicazione della cedolare secca, sarà sospesa (per il lasso di tempo corrispondente alla durata dell’ opzione) la facoltà del proprietario di richiedere l’aggiornamento del canone d’affitto ( anche se  previsto dal contratto di locazione).

Per tutelare maggiormente l’inquilino è stato disposto che la cedolare non avrà effetto se di essa il locatore non avrà dato comunicazione preventiva al conduttore attraverso una lettera raccomandata(con la suddetta lettera egli rinuncerà a richiedere l’aggiornamento del canone d’affitto a qualsiasi titolo).

La nuova aliquota sarà fissata attorno al 21% sui canoni “liberi” e al 19% sui canoni cosidetti “concordati”, variazioni significative che tuttavia appaiono come un contentino per tutte quelle famiglie del belpaese che riponevano tante speranze sul bonus affitti.

2 com

Il mercato degli affitti si presenta ostico per molti aspetti, avere una conoscenza delle leggi e dei nuovi provvedimenti in materia può aiutarvi ad avere maggiore serenità finanziaria e ad affrontare al meglio il mercato degli affitti in Italia.

Informazioni riguardo nuovi emendamenti e dritte giuridiche possono esservi utili specialmente se vivete in città come Milano, Napoli, Roma dove è difficile strappare un affitto a prezzi decenti, poter disporre di un contributo da parte dello stato può essere un vero toccasana per le vostre finanze.

In questi giorni il testo sul cosidetto “federalismo fiscale” è stato respinto per subire delle modifiche, nel mentre arriva una proposta clamorosa sulla “cedolare secca“.

Si parla dell’abbassamento dell’ aliquota al 20% per i fitti a canone libero e al 15% per gli affitti a canone concordato, la proposta originaria del ministro Calderoli era originariamente del 23 % si tratta dell’abbassamento delle aliquote al 20% per gli affitti a canone libero e al 15% per il canone concordato. la proposta del ministro Calderoli era invece, rispettivamente del 23% per gli affitti a canone libero  e del 20% per quelli a canone concordato.

La proposta prevede anche l’introduzione per le famiglie che vivono in affitto, dai 500 euro del prossimo anno fino ad arrivare a  2,500 euro nel 2015.

Questa misura straordinaria dovrebbe essere finanziata con un taglio straordinario di quasi 3 miliardi di euro ai consumi intermi della P.A. , la proposta passerà ora al governo ma senza i voti del Pd e del “Terzo Polo” sarà difficile l’approvazione di tale normativa.

3 com

Sarebbe dovuta passare con il 2011 la nuova tassazione sugli affitti per i proprietari di casa che speravano nella cedolare secca del 20%. I recenti dissidi nella maggioranza hanno fatto però slittare l’approvazione del decreto dello scorso 4 agosto. Al momento quindi la tassazione rimane quella vecchia (all’ 85% della quota di affitto riscossa si applica l’aliquota della fascia di reddito appartenente).
Si sta pensando ad un innalzamento della cedolare secca con una percentuale del 22-23% per i contratti liberi e del 20% per quelli a canone concordato. Il decreto del consigli dei ministri dovrà quindi passare attraverso le due camere per una definitiva approvazione nel corso della prima parte dell’ anno, elezioni anticipate permettendo.
Intanto la Cgia ha fatto i conti in tasca ai proprietari di case che con l’introduzione della cedolare secca sugli affitti risparmierebbero 1 miliardo di euro di tasse. Il vantaggio fiscale riguarderebbe soprattutto le persone fisiche con un livello di reddito superiore ai 29.000 euro l’anno. Da questa soglia di reddito in su, lo sgravio fiscale medio oscillerà tra i 740 euro, sino a toccare i 2.172 euro per un locatore con un reddito complessivo superiore ai 75mila euro.

Fonte

4 com

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:

”Idee e proposte, sulla cedolare per gli affitti si susseguono. Ma una cosa è certa: o è una cedolare secca o finirà per lasciare tutto com’è. L’effetto psicologico e pratico, infatti, verrebbe meno e questo minerebbe alla base la riforma. La proprietà edilizia ha bisogno di fiducia per tornare all’affitto e ad investire in immobili da affittare, non di complicati arizigogoli.

Il conflitto di interessi tra proprietà ed inquilini, ci sta. Ma non deve essere un espediente per giocare al rialzo dell’aliquota fissata all’unanimità dal Consiglio dei ministri, su proposta dello stesso Premier. Se si vuole differenziare l’aliquota dei contratti cosiddetti concordati, bisogna scendere e non salire. La delusione supererebbe ogni positivo effetto psicologico, col rischio di fare saltare tutto.

Del resto, con l’aliquota attuale la copertura c’è già, come ha dichiarato in audizione il direttore generale delle Finanze, Lapecorella. Nuove coperture eventuali è già stato dimostrato che si possono trovare anche al di là di quelle derivanti dall’emersione del nero’‘.

Fonte

none

Annunci

Facebook Affitto-Appartamenti

Affitto-case-appartamenti logo - Ricerca di affitti: cerca annunci di case in affitto ed appartamenti - | Home | Faq | Privacy | Contatti

Affitto-Appartamenti.info offre un servizio di annunci di affitto gratuiti, non commercializza beni, non riceve proventi o provvigioni dalle contrattazioni, non è responsabile della qualità, provenienza, e veridicità degli annunci di affitti ne per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. Affitto-Appartamenti.info non può essere ritenuto legalmente responsabile per gli annunci / informazioni pubblicati in questo sito, ne per il contenuto dei siti web indicati dagli inserzionisti.