Quando arriva la scadenza del contratto d’affitto per le piccole attività commerciali cominciano i dolori. Infatti gli aumenti possono sfiorare anche il 100% dell’affitto precedente. Il destino di migliaia di attività, complice la crisi che perdura da anni, potrebbe essere quello della chiusura e cessazione dell’esercizio. Questi rincari dell’affitto colpiscono l’Italia intera da nord a sud senza eccezioni di città, senza sconti per nessuno, e sta mettendo a durissima prova il sistema commerciale del Paese.

Secondo l’indagine del sole 24 ore potremmo definirla una “ristrutturazione forzata”. Infatti, dando una rapida occhiata alle ultime stime dell’ufficio studi di Confcommercio relative alla dinamica delle imprese del terziario nel 2010, ci si rende conto della realtà: per il settore del commercio si registra una saldo negativo di circa 25mila imprese (nel 2009 sono state 28.273), mentre per il settore degli alberghi e pubblici esercizi il saldo negativo è stato pari a circa 5 mila imprese (5.111 nel 2009).

Nel 2010 il numero delle cessazioni di attività commerciali è impressionante: quasi 80mila solo nel commercio e 18.340 nei settori alberghi e pubblici esercizi. Ovviamente il fenomeno non è da imputare al solo caro affitti, c’è di mezzo una crisi che si protrae da 3 anni e la cui uscita è slittata, dicono gli esperti, al 2012. Il fenomeno del rincaro troppo elevato dell’affitto avviene spesso nel caso di rinnovo del contratto stipulato 12 anni fa (6+6 è la durata standard per i contratti di locazione commerciale). All’epoca le quotazioni di mercato erano assai più basse, e nel frattempo si sono verificate il cambio lira-euro e la famosa bolla immobiliare precedente il 2008 con conseguente rivalutazioni dei valori immobiliari e dei canoni d’affitto.

Purtroppo i luoghi più colpiti maggiormente sono i centri storici delle grandi città e alcune destinazioni turistiche, portando al depauperamento di interi quartieri e piazze trasformati in anonimi centri direzionali.

Certo alcune figure mediatrici si stanno dando da fare per rimediare ad una situazione molto critica, con alcuni accorgimenti atti a mantenere un equilibrio tra le parti interessate. Se si raggiunge questo compromesso forse alcuni non saranno costretti ad abbassare definitivamente le saracinesche dei loro esercizi e con qualche difficoltà riescono a mantenere il delicatissimo equilibrio tra incassi e costi fissi come l’affitto e il personale. Un equilibrio che, reso sempre più fragile dalla crisi, rischia di spezzarsi al momento del rinnovo.

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